Le autorità egiziane continuano a perpetrare arresti nei confronti della comunità gay sulla base di una norma contro “l’immoralità”, anche se l’omosessualità non è reato in questo paese. La polizia per aiutarsi in questa operazione, dall’ottobre 2013, utilizza l’app “Grindr”: la nota applicazione che funge da sito di incontri per la comunità lgbt.
Per questo motivo molti facenti parte di questa comunità non hanno più il coraggio di utilizzare applicazioni come Grindr per incontrare qualcuno. Molte volte, infatti, agenti in borghese danno appuntamenti ai gay nei caffè tendendo loro una trappola. Negli ultimi mesi ci sono stati numerosi arresti legati alla tecnologia per scovarne la posizione. La paura dilaga dato che le pene previste partono da delle multe fino ai diciassette anni di carcere con annessa, in alcuni casi, la condanna ai lavori forzati.
A favore dei propri utenti, per evitarne la localizzazione e la persecuzione basata sull’orientamento sessuale, Grindr ha disabilitato recentemente l’utilizzo della geolocalizzazione in Egitto ed altri paesi
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