“Chiunque faccia buoni colloqui diagnostici è capace di ottenere, nel minor tempo possibile, il maggior numero di informazioni utili per la diagnosi e di creare e mantenere una buona alleanza con il paziente” (Morrison).
Il colloquio è psicologico quando l’interesse degli interlocutori non è orientato al contenuto ma alla persona che ne è coinvolta. Si tratta di un incontro tra una persona che soffre e cerca aiuto e un’altra che si suppone sia in grado di fornire aiuto e a cui è richiesto qualcosa di più del semplice ascolto. E’ quindi una situazione in cui lo scambio avviene con la parola con lo scopo di capire il modo di vivere della persona che è malata e soffre e dalla cui chiarificazione si attende un beneficio.
Il colloquio clinico-diagnostico è il nucleo centrale dell’assessment, =complesso processo di raccolta e di elaborazione di info relative al soggetto-paziente, che, man mano che progredisce, permette di diminuire l’incertezza circa la presenza e il ruolo delle variabili di rilievo clinico e circa le ipotesi diagnostiche e di intervento del caso.
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