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Sempre di più il dibattito tra DJ vinile vecchia scuola e DJ nuova generazione con musica liquida e tanta tecnologia. Analogico o digitale? La grande lotta…

Francesco Manu, meglio conosciuto come Karlheinz, ha deciso di chiamarsi come l’avveniristico Karlheinz Stockhausen, un musicista compositore tedesco vissuto nel 900, dal 1928 al 2007,  e che ha sperimentato modelli musicali diversi per l’epoca. L’utilizzo della  musica elettronica lo ha reso quasi un precursore dei tempi. Il Karlheinz dei giorni nostri utilizza lo stesso genio creativo per le sue composizioni. 

Karlheinz: un nuovo modo di fare musica

La musica di Karlheinz rientra nell’ambito della techno fusion, il suono ritmico elettronico tipico misto a influenze nuove, contaminazioni di altri generi musicali. Un artista romano, che ha fatto della musica la sua vita. Tanto da inventare uno strumento tutto suo, il Licht, che simile al Theremin  si suona con il movimento delle mani nell’aria, senza toccare nulla. La differenza con il suo antenato però sta nella spettacolarizzazione dell’esecuzione musicale. Nel caso di Karlheinz infatti è la luce a produrre il suono.  Un sistema di chip e laser che fanno delle sue esibizioni uno spettacolo incredibile, nel buio della sala vedere le sue mani librarsi nell’aria sui laser e produrre musica ha qualcosa di magico.

Licht vuol dire luce, ma il suo nome è stato ispirato anche all’omonima opera di Stockhausen. Un Maestro, per Karlheinz.

Il freestyle ai giorni nostri

Anche nelle sue sessioni di freestyle con il deck CDJ Karlheinz è uno spettacolo di bravura. Sebbene dagli anni 80 abbiamo assistito ad un lento e inesorabile declino del vinile, il suo suono caldo e avvolgente è stato a lungo preferito dai DJ nelle loro consolle per eseguire la loro musica con mixer e giradischi.

Ma l’avvento dei CD ha decisamente modificato il modo di fare musica del DJ. Con il deck CDJ poi il freestyle è tutt’altra cosa. Assistere a sessioni di grandi del mixaggio è una vera esperienza mistica.

Nel mondo dei DJ digitali sempre di più si mettono in risalto i freestyler, da capacità ed evoluzioni uniche.Nel mondo abbiamo il talentuoso giapponese Yamato, che a soli due anni dal suo debutto ha vinto il primo premio nella competizione ‘burn WORLD DJ CONTEST 2013 JAPAN’. Le sue sessioni sono strabilianti, la velocità con cui manipola controlli ed effetti lascia senza fiato. E il britannico James Hype, altrettanto superbo.

Ma nella nostra Patria, al fianco di Giorgio Prezioso c’è lui, Karlheinz, che sapientemente trasforma una sessione di freestyle al deck CDJ in qualcosa di diverso.  La passione con cui mixa la musica alla sua consolle è pari solo alla sua bravura.

La luce è parte integrante della sua esibizione. Il viola colore predominante, come il suo logo.

Il logo di Karlheinz

Karlheinz ha scelto come logo che lo contraddistingue un fiore viola a cinque petali, cinque come i sensi e come le dita di una mano,  racchiuso in un esagono regolare, simbolo della Creazione. Un profondo simbolismo che racchiude il pensiero del suo progettista. Anche il colore ha un suo significato; il viola, fusione di blu e rosso come maschile e femminile. E al centro del tutto, un piccolo punto bianco, a indicare la nostra stessa profondità.

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