Cambiare TUTTO per non cambiare NULLA !!!! Questo potrebbe essere uno degli slogan che meglio illustrano la situazione attuale di MAMMA RAI, la tv di stato che poche settimane fà ci ha fatto assistere al solito inverecondo balletto dei cambi di poltrona dei direttori dei vari (?) tg; qualcuno riesce forse a pensare che questi cambi si facciano per arrivare a qualche soluzione innovativa dei palinsesti televisivi? o qualcun’altro può forse pensare che si faccia tutto questo per dare almeno una “ventata di freschezza” alla ripetitiva (di se stessa) programmazione giornaliera?

Suvvia, “cà nisciuno è fesso”, come soleva dire il buon Totò! E’ proprio necessario ricordare che fra un paio di mesi ci sarà il tanto vituperato referendum sulla riforma dello Stato, e che il nostro non più amatissimo primo ministro comincia a sentire sul collo il fiato dei tanti comitati del NO, che stanno finalmente informando i cittadini italiani che cosa veramente andranno a votare? E allora, a mali estremi, estremi rimedi, via direttori non del tutto “allineati” e magari capaci di qualche campagna informativa non completamente esaustiva delle  aspirazioni goverative ( a pensare male si fà peccato, ma quasi sempre ci si azzecca: Andreotti docet!).

Informazione e intrattenimento dovrebbero essere i capisaldi di una vera riforma radio televisiva, invece si assiste quotidianamente ad uno scimmiottamento dei programmi delle tv private ( ci manca solo un GRANDE FRATELLO in versione RAI!), una caterva di pubblicità nonostante i vagoni di euro che arrivano ogni anno in via Mazzini dal canone, che il bellimbusto del nostro “mai eletto” presidente del consiglio ha avuto la bella pensata di mettere in bolletta: dove è l’INNOVAZIONE promessa e tanto decantata, oramai non più ineludibile, in un mondo della comunicazione dove ormai il digitale è entrato in ogni casa, e basterebbe un briciolo di iniziativa e buon senso per dare lustro e modernità ad una tv che ormai non fa  altro  che replicare se stessa, quando non clona gli altri.Basterebbe replicare anche solo, in chiave moderna, certi programmi del passato, che tanto lustro davano alla tv di stato; mi riferisco per esempio a programmazioni di vera istruzione, come era appunto nel passato la famosa “NON è MAI TROPPO TARDI” che insegnava agli italiani a leggere e scrivere, fondamantale per chi non aveva avuto la possibilità di farlo sui banchi di scuola:ecco, rifarlo in maniera intelligente ma dirotttandolo sull’uso del DIGITALE, senza il quale ormai si rischia di rimanere fuori da tutto e perdere un sacco di opportunità anche lavorative.Ci si aspetterebbe poi una maggior distanza dalla Politica, magari con una rete assolutamente indipendente e senza pubblicità, proprio per diversificare la programmazione e poter presentare programmi innovativi non vincolati all'”audience”, ma solamente a far passare messaggi di cultura e conoscenza sia pur “generaliste”.

Ma forse ci aspettiamo troppo,mamma RAI ci vuole bene, tanti italiani le vogliono bene, guardano S. Remo, le partite dell’Italia, tg1 tg2 tg3 :ma che c…o vogliamo di più?

 

MAURO FILIPPIdiscorsodiscorso

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