fb_20150506_15_48_51_saved_pictureE’ al centro dell’attenzione dei mass-media in questi giorni una sorte di “profusione” quasi logorroica sulle conclusioni nefaste cui può portare un uso scriteriato di INTERNET.Direi sin da subito che trovo la discussione ormai vecchia e stantia, in quanto è ormai risaputo e, da tutti, o quasi, accettato, che quello che rende Internet “una brutta bestia” non è lo strumento in sé, ma l’uso, o abuso, che di quello strumento se ne fà! Pensiamo per un attimo alla scoperta del FUOCO: prima di allora l’uomo mangiava solamente cibi crudi, con tutte le conseguenze che ciò comportava (malattie,malori, morte per avvelenamento, e chi più ne ha più ne metta), quindi il fuoco diciamo che ha contribuito in maniera determinante alla civilizzazione dell’uomo; ora se io il fuoco lo uso per “dare fuoco” ad una persona che mi sta sulle scatole, non posso accusare il fuoco di essere qualcosa di brutto e cattivo, ma semmai devo prendere nota della deficienza criminosa della persona che ha “abusato” del fuoco per mettere in atto appunto un’azione criminosa.Internet ha fatto fare un gigantesco e incalcolabile nuovo passo in avanti nella modernizzazione delle nostre condizioni civili, sociali, lavorative (oggi con Internet milioni di persone lavorano e guadagnano onestamente!) e quant’altro, mettere in discussione o anche solo “denigrare” uno strumento siffatto solo perché degli imbecilli ne fanno un uso scriteriato, è come discutere del “sesso degli angeli”, cioè del nulla assoluto.

 

Mauro Filippi

 

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