Mauro Icardi dopo il rigore sbagliato contro il Cagliari. (AP Photo/Luca Bruno)

Mauro Icardi dopo il rigore sbagliato contro il Cagliari. (AP Photo/Luca Bruno)

L’inter, in quella definita da molti come la stagione della svolta, si trova ad affrontare una crisi profonda.

Oltre ai problemi tattici riscontrati nelle partite disputate, in cui c’è tanto il lavoro di De Boer sul possesso palla, mancano i movimenti necessari ad aprire gli spazi per il tridente d’attacco, in cui la fa da padrona il solito bomber Mauro Icardi che fin qui ha inciso in maniera determinante sull’andamento stagionale dell’Inter, a discapito dei nuovi innesti, su tutti, Antonio Candreva.

Ma a preoccupare l’ambiente nerazzurro c’è soprattutto la tensione tra il capitano argentino Mauro Icardi e la tifoseria della curva nord, la quale si è scagliata contro il proprio capitano in seguito a delle frasi dai toni pesanti presenti nella sua autobiografia.

Nello specifico, si parla dell’episodio in Sassuolo-Inter del febbraio 2015, finita 3 a 1 per il Sassuolo, in cui Icardi andò a confrontarsi con i tifosi, che avevano contestato la squadra.

Qui il virgolettato nell’autobiografia di Icardi:

“Mi tolgo maglia e pantaloncini e li regalo a un bimbo. Peccato che un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: ‘Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti’. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo. (…) Nello spogliatoio vengo acclamato come un idolo… I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro: ‘Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo’. Avevo sputato fuori queste frasi esagerate per far capire loro che non ero disposto a farmi piegare dalle minacce. (…) Un capo storico viene da me: pretende ancora le mie scuse. (…) Non devo chiedere scusa a nessuno di voi, se vi va bene perfetto, altrimenti ciao… Oggi fra me e i tifosi della Nord c’è rispetto reciproco, come è giusto che sia. Anche loro hanno un ruolo importante per il successo della squadra.”

Ieri in Inter-Cagliari dalla Nord arriva subito la contestazione attraverso uno striscione eloquente e fischi. La pressione si è fatta sentire per Icardi, il quale durante il primo tempo sbaglia dal dischetto fallendo quello che poteva essere il gol della riconciliazione.

Questo il primo capitolo di una vicenda che sembra poter accendersi ancor di più, e che mette la società in una posizione scomoda tra tifoseria “calda”, tifoseria dalla parte di Icardi e risultati sportivi non certo esaltanti.

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