Era l’8 dicembre 2006 quando Nintendo lanciò nel vecchio continente la sua nuova console denominata Wii. Il nome dell’hardware Nintendo si pronunciava proprio come la parole inglese we (“noi” in italiano), per dare importanza ad una filosofia di gioco che voleva coinvolgere quante più persone possibili.

Il punto di forza di Wii erano i suoi controller che rispondevano al movimento reale delle mani dei giocatori, chiamati “Wii Remote”.

Questi ultimi erano rettangolari, simili alla fisionomia di un telecomando, ed avevano dei comandi classici sul dorso, oltre a quelli impartiti con il solo movimento della nostra mano grazie ad accelerometro interno che funzionava assieme ad una sensor bar che doveva essere posta davanti al televisore .

Wii divenne il più grande successo di sempre della casa di Super Mario Bros, con più di 100 milioni di console vendute. Un grandissimo risultato, soprattutto pensando che i giochi non erano in alta definizione, cosa invece possibile con le console rivali come la Playstation 3 oppure l’Xbox 360.

Nintendo era entusiasta, perché era la prima, vera, vittoria su Sony e la sua Playstation. Famosa la storia (vera) che vide la Sony un tempo quasi partnership con Nintendo per sviluppare un CD Rom per il Super Nintendo (altra console di successo marchiata Nintendo) a metà anni ’90. Partnership che fallì, spingendo Sony a continuare il suo progetto che poi sfociò nel grandissimo successo Playstation.

Non passarono molti anni prima che la grande N decise di annunciare il successore di Wii, chiamato Wii U, che uscì in Europa il 30 novembre 2012. Con un battage pubblicitario molto confuso, tantissimi potenziali clienti non capirono se questa console fosse del tutto nuova oppure un add-on per Wii.

Nei primi video che Nintendo presentava, difatti, comparivano anche i famosi Wii Remote di Wii, i quali effettivamente potevano essere usati per giocare anche con Wii U, creando così disorientamento riguardo alla futura console in uscita.

La storia di WiiU purtroppo continuò nel totale buio economico, con pochissime console vendute durante il suo triste arco di vita. Nemmeno 14 milioni di console arrivarono nelle case degli appassionati Nintendo e dei giocatori in generale.

La magia di Wii, che aveva coinvolto anche coloro che non vivevano di panee videogiochi (chiamati “casual gamer”) era spenta e WiiU rappresentava l’ombra di questo straordinario successo che fu.

WiiU non ospitò tra i giochi offerti nemmeno molte delle icone video ludiche che gli appassionati solitamente si aspettano di giocare su di un hardware Nintendo, come la bella e letale Samus Aran nel famoso gioco chiamato Metroid, oppure lo stesso The Legend of Zelda, che arrivò sulla console solamente con una conversione di un episodio uscito anche per Wii.

Fu un vero disastro economico quello di WiiU per la casa di Kyoto, che fortunatamente non intaccò le rosee finanze dell’azienda, perché i vertici Nintendo seppero guadagnare soprattutto grazie alle vendite dell’ottimo Nintendo 3DS, console portatile che, ancora oggi, riesce ad avere un notevole successo fra i giocatori.

Ma non solo questa console portatile riuscì a salvare Nintendo dal disastro WiiU, ma anche la furba idea degli “Amibo”, piccole raffigurazioni di plastica che riguardavano i personaggi più famosi di Nintendo che, se poggiati sul pad di WiiU, con un piccolo chip riuscivano a sbloccare determinati extra per alcuni giochi.

Per fare un esempio, con i pupazzetti  Nintendo ogni giocatore poteva ottenere alcuni personaggi nuovi dei videogame, oppure costumi ed altre features più o meno appetibili.

L’Amibo fu una trovata che fece innamorare soprattutto i collezionisti di gadget Nintendo. Gli extra sbloccati dagli Amiibo, a dirla tutta, erano assolutamente trascurabili e non aggiungevano nulla di così importante nell’esperienza di gioco. Il vero appeal era tutto nel valore dei personaggi Nintendo, ricreati in maniera molto fedele  agli originali che comparivano in centinaia di giochi.

E quando si parla di personaggi Nintendo, nessuno potrebbe mai obiettare che non siano simpatici ed adorabili. A partire dall’eterno Mario Bros. e suo fratello Luigi, Nintendo può disporre di personalità video ludiche come il gorilla Donkey Kong, la pallina rosa trasformabile Kirby, l’angelo alato Kid Icarus, la guerriera Samus Aran e di altre decine e decine di personaggi indimenticabili protagonisti di giochi divenuti orami cult a livello mondiale.

Facciamo un salto nel 2017, più precisamente il 3 marzo. Proprio in questo giorno finalmente esce la nuova console che dovrà rimediare a tutti i danni che fece lo sfortunato WiiU. Il nome è Switch, ed è una console ibrida che può essere collegata al televisore e, novità delle novità, anche goduta come un portatile.

In pratica Switch è un tablet con schermo touch ad alta definizione che, se alloggiato dentro ad una dock-station collegata ad un televisore, può essere goduta proprio come una console fissa. La particolarità di Switch sono anche i suoi controller: chiamati Joy-Con, questi ultimi possono essere staccati dalla console-tablet principale ed agganciati ad un pad.

I Joy-Con sono due, uno destro ed uno sinistro. Questi piccoli e maneggevoli pad sono dotati di leva analogica e di alcuni pulsanti, nonché di sensori di movimento proprio come il Wii Remote di Wii. Altra novità tecnologica è il “rumble HD” che ogni piccolo Joy-Con possiede all’interno di esso.

Nintendo da sempre è amante della divertente funzione “rumble” dei pad (la vibrazione che una particolare azione su schermo restituisce attraverso il pad nelle mani del giocatore). Il suffisso “HD” sta per alta definizione, termine usato per descrivere come le vibrazioni che ogni gioco potrà trasmettere saranno di una precisione quasi reale.

Sarebbe da provare un piccolo gioco per Switch che chiede quante biglie ci siano in una scatola per capire il concetto. Questo divertissement vuole che il giocatore agiti il Joy-Con per comprendere quante palline sono raggruppate tutte assieme.

La sensazione di biglie che urtano e scivolano dentro il piccolo pad è incredibilmente realistica, ed apre nuovi scenari ludici particolarmente interessanti grazie a questa tecnologia, tecnicamente vecchia, ma potenziata in modo intelligente.

Le interessanti particolarità dei Joy-Con li rendono adatti ad essere fruiti completamente anche senza essere attaccati al joypad principale.

Tradotto in termini puramente ludici, ogni Joy-Con può essere liberamente usato per giocare, oltre che durante le sessioni di gioco in single player con il tablet, anche senza essere attaccati ad esso, rendendo così il tablet di Switch uno schermo stand-alone adatto per organizzare partite in multiplayer con gli amici, sia dentro che fuori casa.

Nintendo Switch è una console promettente, che non ha di certo rallegrato tutti coloro che avrebbero voluto disporre di un hardware potente quanto o più di Playstation 4 od Xbox One (cosa che non risulta dai meri dati tecnici), ma che ha molti pregi per riuscire a farsi piacere, oltre dai fan sfegatati della casa di Kyoto, anche da un pubblico generalista, che poi sancì il tremendo successo di Wii.

La console è uscita con il nuovo The Legend of Zelda: Breath of the Wild, gioco eccezionale che ha stregato già la critica e tutti i giocatori. Questo nuovo capitolo, proprio come successe per l’episodio di qualche anno fa chiamato The Legend of Zelda: Twilight Princess  disponibile anche per Gamecube oltre che per Wii, può essere fruito anche dai possessori di Wii U.

Viste le vendite di Wii che Nintendo ha ricavato, l’azienda giapponese si augura che questo “doppio Zelda” porti bene anche all’ultimo arrivato Switch.

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