Le iniezioni di plasma ricco di piastrine estratto dal sangue del paziente stesso è l’ultimo trend della  medicina estetica

Il “vampire lift” è la nuova moda per ringiovanire la pelle

Vampire Lift

vampire lifting

Chi si sarebbe mai immaginato che alcuni dei personaggi spaventosi che popolavano gli incubi durante l’adolescenza, sarebbero tornati popolari nella vita adulta delle sempre più numerose persone alla ricerca dell’elisir dell’eterna giovinezza? Il lifting dei vampiri, per i più nostalgici associato direttamente a Dracula, è il nuovo trattamento che sta spopolando nell’ambito della dermatologia e medicina estetica. Il fatto di poter usare il proprio sangue, fonte di vita, anche nella perenne lotta contro i segni dell’invecchiamento sicuramente affascina i più.

 

Per i non addetti ai lavori, stiamo parlando del PRP, acronimo anglosassone che sta Platelet-rich plasma (plasma ricco di piastrine). Non si tratta di chirurgia. La paziente viene sottoposta ad un piccolo prelievo ematico, che, inserito in provette apposite, viene centrifugato ad alta velocità per selezionarne la parte più ricca di piastrine. Quest’ultima, accomunata a oro liquido per il colore giallo e per l’enorme quantità di fattori di crescita inclusi, è re-iniettata mediante microiniezioni intradermiche nel viso e nel collo ed in altre zone specifiche (cuoio capelluto, decolleté, dorso delle mani).

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La biostimolazione cutanea mediante PRP produce effetti apprezzabili che includono il miglioramento della tessitura e della grana della pelle che risulta maggiormente idratata e luminosa. Essendo il PRP liquido, la paziente non presenta alcun segno di innaturale gonfiore; essendo autologo, cioè proprio dell’organismo in quanto prelevato ed utilizzato nello stesso paziente, sono scongiurati effetti allergici o di rigetto.

 

Abbiamo approfondito l’argomento con il Dr Davide Lazzeri, specialista in Chirurgia Plastica ed Estetica, che lavora a Roma. Forte sostenitore della medicina rigenerativa caratterizzata dall’utilizzo dei fattori di crescita, Lazzeri è convinto che questa rappresenti il futuro della battaglia contro le rughe.

 

«Ci siamo trasformati in vampiri», ironizza il giovane chirurgo. Scherza ma puntualizza «La separazione del plasma dal resto delle cellule del sangue tra cui i globuli rossi, permette l’ottenimento di un concentrato piastrinico ricco di fattori di crescita. Mediante siringhe dotate di microaghi, il siero viene quindi re-iniettato nella cute deteriorata allo scopo di restituire un aspetto fresco e tonico»

 

«Le piastrine degranulano rilasciando fattori di crescita che richiamano ed attivano le cellule staminali, determinanti per l’avvio del processo di rigenerazione dei tessuti trattati», continua Lazzeri «In questo modo si innesca una biorigenerazione cellulare del tutto sicura e naturale che contrasta gli effetti dell’invecchiamento sui tessuti».

 

Alla domanda riguardo le aspettative di risultato Lazzeri specifica «L’efficacia principale delle iniezioni di PRP è la riduzione delle rughe più superficiali e l’attenuazione di quelle medie e profonde. I tessuti appaiono più compatti e idratati, e la qualità della pelle migliora drasticamente». Ma sottolinea «non si ha un effetto volumizzante e riempitivo come con l’acido ialuronico e non ha un effetto rilassante muscolare come la tossina botulinica. Pertanto un efficace protocollo anti-invecchiamento prevede una sapiente associazione delle tre metodiche».

 

Lazzeri che confessa di sottoporsi a tale trattamento una volta ogni due mesi per rinvigorire i propri capelli e nutrire il cuoio capelluto suggerisce una frequenza iniziale di due-tre sedute ravvicinate, seguite da un mantenimento semestrale o annuale. «I risultati saranno visibili dopo 3-4 settimane dal trattamento, tempo necessario per l’attivazione del processo rigenerativo. Non esistono miracoli, ma la costanza della paziente e la professionalità del medico sono il mezzo migliore per garantire un risultato significativo».

 

Per ulteriori informazioni il sito internet del dott. Davide Lazzeri è raggiungibile a questo indirizzo:  http://doc.davidelazzeri.com/

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