A distanza di 5 mesi dalle Olimpiadi di Rio 2016, Federica Pellegrini, ha spiegato le motivazioni del fallimento: “Mi sono ascoltata dentro a lungo, ho parlato con Matteo (l’allenatore) e alla fine abbiamo capito che la causa è stata la vicinanza al ciclo. L’ho calcolato malissimo, e mi sono trovata a gareggiare nel momento per me peggiore fisicamente: mi sentivo come su un’altalena, con cali e stanchezze repentine“.

La Pellegrini ha poi continuato: “Sì, perché non ammetto più che possa venirmi affibbiato il solito problema mentale. È passato il tempo in cui ero la bambina alle prima armi. Era la mia quarta finale olimpica, sapevo cosa mi giocavo. Anzi, a detta di tutti ero persino troppo tranquilla. Quel giorno me lo porterò dietro per tutta la vita. Appena uscita dall’acqua ho detto <<basta, non voglio più soffrire così>>. I pianti e le facce disperate di chi mi stava intorno spero di non rivederli mai più”.

Ad oggi la nuotatrice ha nuovi obiettivi, in primis i Mondiali di Budapest a luglio e poi ha detto chiaramente che andrà avanti: “Il programma è quadriennale. Una volta deciso di continuare, era scontato. Fare la quinta Olimpiade mi attrae molto, anche se non so quanto sarò competitiva a Tokio, a 32 anni”.

Infine Federica ha raccontanto quanto è stata fondamentale la figura di sua madre alle Olimpiadi di Rio 2016: “Mia mamma mi ha detto: ‘Primo, hai le staffette, non puoi abbandonare la squadra; secondo, sei la portabandiera, stai lì zitta e basta’. Ho risposto: ‘Ok mamma, resto’. Ma non avrei mai accettato di smettere con quell’ultimo ricordo del nuoto”.

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